Prediction markets in Italia: scommesse o strumento finanziario?

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- Quando 280 milioni di dollari decidono chi sarà presidente
- Cos’è un prediction market
- Polymarket e Kalshi: stato d’uso
- Inquadramento giuridico in Italia
- Differenza dalla scommessa tradizionale
- Tassazione degli event contract
- Domande frequenti sui prediction markets
- Un mercato che parla la lingua delle probabilità
Quando 280 milioni di dollari decidono chi sarà presidente
L’autunno 2024 ho seguito quasi in tempo reale l’andamento del mercato Polymarket sulle elezioni presidenziali USA. A poche ore dal voto, i prezzi delle quote convergevano su una probabilità che le sondaggistiche tradizionali non davano, e il volume scambiato ha superato 280 milioni di dollari sull’evento principale. Non era una scommessa nel senso classico: era un mercato finanziario su un evento futuro, con liquidità reale e consensus pricing che sintetizzava informazioni distribuite tra migliaia di partecipanti.
I prediction markets occupano un terreno strano per il diritto italiano. Sotto certi aspetti somigliano a scommesse, sotto altri a strumenti finanziari, sotto altri ancora a una forma di gioco che la disciplina ADM non aveva previsto. Capire come si collocano è importante per chi vuole partecipare e non vuole trovarsi in una zona ambigua a livello fiscale o regolamentare.
Cos’è un prediction market
Un prediction market è un mercato in cui si negoziano contratti il cui payoff dipende dall’esito di un evento futuro. La forma più comune è il binary contract: un contratto che paga un dollaro se l’evento si verifica, zero se non si verifica. Il prezzo di scambio del contratto, compreso tra zero e uno, riflette la probabilità implicita che il mercato attribuisce all’evento. Se un contratto “Trump vince le presidenziali” scambia a 0,65, il mercato sta dicendo che la probabilità è del 65 per cento.
L’aspetto che rende i prediction markets diversi dalle scommesse è la negoziazione continua. Non si “punta una volta e si aspetta”: si comprano e si vendono contratti, si chiudono posizioni prima dell’esito, si fa hedging tra mercati correlati. È più simile al trading su future che al betting tradizionale.
L’altro aspetto distintivo è la diversità degli eventi negoziabili. Un prediction market non è limitato agli sport. Polymarket negli ultimi anni ha aperto mercati su elezioni, decisioni di banche centrali, prezzi di asset, esiti di processi giudiziari, eventi geopolitici. Kalshi, autorizzato dalla CFTC negli Stati Uniti come exchange di derivati, opera su una gamma simile ma con vincoli regolamentari più stringenti sui mercati ammessi.
Polymarket e Kalshi: stato d’uso
Polymarket è la piattaforma decentralizzata leader del settore, costruita su Polygon e regolata in linea di principio dagli stati che lo permettono. Negli Stati Uniti ha avuto un percorso accidentato con la CFTC, che nel 2022 le ha imposto un settlement di 1,4 milioni di dollari per aver operato senza registrazione. Da allora opera con esclusione formale degli utenti USA, che possono accedere solo attraverso interfacce di terze parti, ma con accesso libero da molte altre giurisdizioni.
Kalshi rappresenta il modello regolato. Autorizzato come Designated Contract Market dalla CFTC, opera negli USA con tutela federale e con tipologie di event contract approvate caso per caso. Il volume di Kalshi è cresciuto significativamente dal 2024, ma la gamma di eventi ammessi è più stretta rispetto a Polymarket. La differenza incarna due filosofie: quella della regolamentazione preventiva e quella dell’innovazione open-access.
Le piattaforme blockchain di sports betting hanno visto gli account utente passare da 8 milioni nel 2021 a 52 milioni nel 2024. Una quota di questa crescita arriva dai prediction markets, che da nicchia accademica sono diventati infrastruttura mainstream. Jeremy Levine di Underdog Sports ha sintetizzato il momento in un’intervista commentando che i prediction markets sono uno degli sviluppi più interessanti visti da molto tempo. La frase coglie l’umore del settore: c’è un’aspettativa di trasformazione, anche se il quadro regolatorio è ancora in costruzione.
Inquadramento giuridico in Italia
Il diritto italiano del gioco non aveva immaginato i prediction markets quando è stato scritto. La distinzione fondamentale ADM è tra “gioco di abilità” e “gioco di sorte”, con sfumature per la scommessa sportiva. Un prediction market sportivo somiglia molto a una scommessa quota fissa con possibilità di chiusura anticipata della posizione. Un prediction market politico o economico somiglia di più a uno strumento finanziario derivato.
La Consob non si è ancora pronunciata in modo definitivo sui prediction markets come categoria autonoma. La logica regolatoria europea, mutuata dal MiFID, qualifica come strumento finanziario un derivato il cui sottostante è un evento incerto, ma esclude generalmente i derivati che hanno solo finalità ludica o di intrattenimento. La zona grigia è ampia, e i prediction markets ci si infilano per natura.
Per il giocatore italiano l’effetto pratico è duplice. Sul piano del gioco, l’accesso a Polymarket dall’Italia non è formalmente bloccato, ma neanche autorizzato come servizio di scommessa ADM. Sul piano fiscale, le posizioni e i payoff vanno dichiarati in linea con la natura sostanziale del prodotto: se trattati come strumenti finanziari le plusvalenze rientrano nel regime dei capital gain con aliquota 33 per cento, se trattati come scommesse seguono il regime delle vincite.
Differenza dalla scommessa tradizionale
Sul piano operativo le differenze sono sostanziali. Una scommessa quota fissa è un contratto a senso unico tra giocatore e bookmaker: il giocatore prende posizione, il bookmaker fa da controparte, l’esito si determina dopo l’evento e il pagamento è automatico. Un prediction market è un mercato secondario: ogni contratto può essere comprato o venduto in qualsiasi momento prima del settlement, e il prezzo si forma per incontro di domanda e offerta.
L’implicazione è che un prediction market non ha “quote chiuse”: le quote sono dinamiche e riflettono l’aggiornamento informativo continuo. Se durante un campionato emerge un infortunio chiave, il prezzo del contratto sull’esito si aggiorna in tempo reale, e i partecipanti possono chiudere o aggiungere posizione. Per chi viene dal mondo della scommessa tradizionale è un cambio di mentalità: il payoff non è “vinto/perso” ma “P&L cumulativo sull’andamento del mercato”.
L’altra differenza è il margine. Un bookmaker tradizionale mantiene un overround che riflette il proprio margine — tipicamente il 5-12 per cento sul book. Un prediction market AMM ha invece spread bid-ask che dipendono dalla profondità del mercato. Su eventi liquidi lo spread è pochi basis point, su eventi esoterici può essere significativo.
Tassazione degli event contract
Il regime fiscale italiano non ha una categoria specifica per i prediction markets, e questo crea ambiguità. La via prevalente, e probabilmente quella che il fisco userà come default, è trattare le posizioni come cripto-attività se denominate in cripto, o come strumenti finanziari se denominate in fiat. Polymarket e simili operano tipicamente in stablecoin, quindi rientrano nel perimetro cripto-attività.
Significa che plusvalenze e minusvalenze derivanti dalla negoziazione dei contratti seguono il regime delle plusvalenze su cripto: aliquota 33 per cento dal 2026, calcolo LIFO secondo Circolare 30/E, dichiarazione nel quadro RT, monitoraggio nel quadro RW. La complicazione è che i prediction markets generano molte transazioni intermedie — apertura posizione, chiusura, hedging — che vanno tracciate puntualmente per ricostruire il P&L fiscale.
Per chi tratta i prediction markets come pura scommessa, la tassazione delle vincite è quella delle scommesse: in linea generale, il giocatore italiano non versa imposte sulla singola vincita perché l’imposta è dovuta a monte dal concessionario. Ma il regime “scommessa” presuppone un concessionario ADM, e Polymarket non lo è. La via più sicura, in assenza di chiarimenti dell’AdE, è il trattamento come cripto-attività.
Domande frequenti sui prediction markets
Polymarket è accessibile dall’Italia legalmente?
L’accesso tecnico dall’Italia è possibile e non risulta bloccato a livello provider. Sul piano formale Polymarket non opera con concessione ADM né con autorizzazione Consob, e quindi si colloca in una zona grigia. Il giocatore italiano che vi accede non commette illecito penale per il solo fatto di partecipare, ma resta privo di tutele italiane in caso di controversie. La via più prudente è considerarlo strumento di nicchia con consapevolezza dei rischi giuridici e operativi.
Una vincita su prediction market si tassa come scommessa o capital gain?
In assenza di chiarimenti definitivi dell’Agenzia delle Entrate la prassi più sicura è il trattamento come plusvalenza su cripto-attività, con aliquota 33 per cento applicata al risultato netto. Le posizioni vanno dichiarate in RW se detenute al 31 dicembre, e i P&L vanno calcolati con metodo LIFO secondo la circolare 30/E. Il regime delle vincite di scommessa, formalmente più favorevole, presuppone un concessionario ADM e quindi non si applica.
Un mercato che parla la lingua delle probabilità
I prediction markets sono il punto di contatto più radicale tra finanza e gioco. Per il giocatore italiano sono uno strumento ancora periferico, ma il volume globale e l’attenzione regolatoria internazionale ne stanno accelerando la traiettoria. La domanda non è se entreranno nel perimetro autorizzato ADM o Consob nei prossimi anni, ma con quale forma. Per gli smart contract che ne costituiscono spesso l’infrastruttura sottostante esiste un’analisi separata che vale la pena leggere insieme.
Creato dalla redazione di «Bitcoin Scommesse».
